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Tema
dominante del Parco Nazionale del Vesuvio:
Gestione forestale duratura per la diversità
biologica
Sito pilota : Bosco Molaro e Riserva Tirone
Il progetto Interreg “Recoforme” ha rappresentato ed ancora rappresenta una occasione importante per l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, in quanto ha consentito di approfondire e sperimentare, in collaborazione con Enti ed Istituti scientifici, azioni specifiche nell’ambito della gestione forestale sostenibile in ambiente mediterraneo.
La legge Quadro 394/91 supera il concetto di “museizzazione” della natura e propone un nuovo concetto di governo ambientale sostenibile nella convinzione che le aree protette siano in primo luogo territori in cui proporre nuovi modelli di gestione del territorio, volti a conciliare le esigenze di sviluppo delle comunità locali con la salvaguardia delle risorse naturali. Tali modelli si concretizzano sostanzialmente solo se basati su serie attività di ricerca e sperimentazione che sorreggano le politiche di protezione della biodiversità e di integrazione tra uomo e natura.
In particolare, il progetto Recoforme, attraverso attività coordinate di ricerca e specifiche attività sul territorio ha consentito all’Ente di sperimentare, condividere ed esportare azioni di gestione forestale sostenibile, sperimentali e sperimentate in un parco, cogliendo così il senso più pieno del ruolo che oggi ricoprono le aree protette. In sintesi, l’obiettivo che l’Ente Parco ha inteso perseguire attraverso il progetto RECOFORME è “la identificazione, attraverso attività di ricerca, sperimentazione in campo e scambi di esperienze con i partner, di azioni specifiche di gestione forestale coerenti con le finalità istituzionali dell’Ente e condivisibili in ambito mediterraneo.”
Nello specifico l’Ente ha identificato alcune azioni che ha proposto nel progetto Recoforme riconducibili essenzialmente a:
- Recupero di aree forestali degradate attraverso l’individuazione di modalità di intervento ecocompatibili e riconducibili alle tecniche a basso impatto ambientale proprie dell’Ingegneria naturalistica.
- Sperimentazione di tecniche di contrasto alla diffusione di essenze esotiche invasive (in particolare di Robinia pseudoacacia) ed individuazione di specifici protocolli di intervento atti a favorire il ripristino di associazioni vegetali autoctone ed ad orientare una evoluzione “naturale” dei boschi.
- Studio dell’impatto di una specie domestica in via di estinzione, la capra napoletana, sull’evoluzione del sottobosco, per verificare la sostenibilità di tale attività nell’area del Parco (soprattutto in termini di sostenibilità del pascolo), e la possibilità di utilizzare il pascolo caprino stesso per contribuire alla prevenzione degli incendi in alcune aree boscate.
- Realizzazione di un vivaio forestale sperimentale di essenze autoctone e utilizzabili per la manutenzione del territorio, al triplice scopo di contribuire alla conservazione in situ di alcune specie tipiche della macchia mediterranea, di produrre autonomamente essenze vegetali utilizzate nelle opere di ingegneria naturalistica, e di favorire ulteriori opportunità di occupazione nel territorio del Parco.
Le quattro azioni appena descritte sono state implementate, rafforzate ed affinate dai costanti scambi di esperienze con i partner previsti nella metodologia del progetto.
Il progetto ha durata triennale, ma una sperimentazione significativa non può considerarsi conclusa in tale lasso di tempo, per cui l’obiettivo finale dell’Ente Parco è quello di avviare una fase di sistematizzazione delle conoscenze ed esperienze acquisite, di approfondimento delle sperimentazioni più interessanti e di proposta di nuove sperimentazioni, al fine di intraprendere la costruzione di un percorso “never-ending” di azioni simili finalizzato a costituire un bagaglio di esperienze a supporto della realizzazione di un piano di gestione forestale sostenibile in area mediterranea.
Le attività realizzate e da realizzare saranno dunque monitorate in termini di efficacia delle azioni proposte, attraverso un momento di revisione critica mirato ad effettuare gli opportuni aggiustamenti in corso d’opera e ad analizzare i punti di forza e di debolezza delle singole sperimentazioni, ad individuare ulteriori elementi meritevoli di approfondimento che convergano tutti alla comune finalità di garantire, anche attraverso sinergie con altri progetti ed attività in corso, una gestione forestale ecologicamente sostenibile ed economicamente compatibile con lo sviluppo delle popolazioni.
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