Tema
dominante dell'agenzia pubblica del massiccio
delle Alpilles: Strategie integrate di prevenzione
degli incendi e di restauro dopo incendio
sul massiccio delle Alpilles
Trattamenti delle fitte pinete in
foreste a carattere privato sparpagliate
sul massiccio delle Alpilles.
Si tratta di unazione che consiste nel condurre operazioni concertate che raccolgono parcelle di molti proprietari per la prevenzione degli incendi boschivi. Gli interventi si tradurranno nel diradamento delle pinete seguito da decespugliamenti in zone strategiche e da una sensibilizzazione dei proprietari privati, cose di cui vi è ancora bisogno in questo territorio ampiamente minacciato.
Perché le
collettività devono appropriarsi
del problema?
Nuove priorità del Programma
Intercomunale di Decespugliamento e di
Ristrutturazione Forestale (PIDRF)
Il problema posto dalle fitte pinete che
si trovano lungo i bordi delle zone destinate
alla costruzione ed ai margini dei massicci,
è stato chiaramente identificato
nel primo PIDRF. Tale problema si riscontra
soprattutto nella regione pedemontana
del nord e riguarda tre comuni: Saint
Etienne du Grès, Saint Rémy
de Provence e Orgon.
Le azioni programmate e realizzate nell'ambito
del PIDRF privilegiano le attrezzature
come le piste (giunzioni) o i punti d'acqua.
Sembra importante dedicarsi ora al lavoro
da effettuare nelle pinete per farle evolvere
verso popolamenti meno soggetti a combustione,
poiché il rischio di incendi è
sempre d'attualità.
Bisognerà anche tenere conto degli
aspetti di Natura 2000 e della gestione
della fauna, in considerazione dello sfruttamento
cinegetico su una parte del territorio.
Una doppia sfida d'interesse generale
La sfida non è soltanto legata
alla Difesa Antincendio delle Foreste,
ma è anche a carattere sociale.
La regione pedemontana del nord è
la principale zona realmente boscosa delle
Alpilles e ne costituisce il suo capitale
"verde..
La regione è frequentata da un
pubblico locale cui si aggiunge un certo
flusso di turisti in determinate stagioni.
In termini d'immagine, è importante
conservare il carattere imboschito di
questa zona.
Queste due sfide presentano entrambe
un innegabile carattere d'interesse generale.
Si aggiunge poi un interesse in termini
di patrimonio naturale poiché i
lavori che saranno realizzati hanno lobiettivo
di migliorare e mantenere gli habitat
naturali e delle specie (fortemente legato
agli obiettivi di Natura 2000).
Intervento su terreni privati
Le proprietà interessate sono a
carattere privato e di piccole dimensioni.
È necessario trovare un operatore
globale.
Il miglioramento di queste pinete si
tradurrà con la produzione di rimanenze
che le sfide collettive costringono a
frantumare. Occorre coprire il costo con
denaro pubblico e questo non esclude la
partecipazione dei proprietari quando
ci saranno redditi sul taglio di legno.
La nostra proposta: diradare le pinete
e decespugliare le zone strategiche con
azioni aventi un costo limitato
La conoscenza del terreno del Centro Regionale
della Proprietà Forestale (CRPF)
Provenza Alpi Costa Azzurra e la sua pratica
di queste operazioni su quasi 400 ha nelle
Bocche del Rodano, ci permette di affermare
quanto segue :
Fase preliminare: conoscenza, concertazione,
fattibilità:
- Contatto con gli eletti, con i professionisti
del legno, con la Direzione Dipartimentale
dell'Agricoltura e della Foresta (DDAF),
con l'Ufficio Nazionale delle Foreste
(UNF), con i vigili del fuoco, con
i cacciatori e con le associazioni.
- Conoscenza dei settori, studio fondiario
sommario e redazione di una guida
di ristrutturazione che tenga conto
dei popolamenti, degli accessi e costrizioni
di vario tipo.
- Definizione dello scenario di un
primo intervento accettato dagli attori
sopra citati.
- Conteggio dei costi ed assemblaggio
del piano di finanziamento (lavori,
premi).
- Formulazione chiara della proposta
che sarà fatta ai proprietari.
Fase di sensibilizzazione propriamente
detta:
- Studio fondiario preciso ed attualizzazione
del dossier dei proprietari.
- Redazione di una proposta precisa
ai proprietari sollecitati per presentare
un mandato d'intervento ai committenti.
- Rilanci telefonici, incontri, riunioni
e raccolta dei mandati.
Risultato: un progetto "chiavi
in mano pronto per la messa in opera
con trasmissione ai committenti della
fase di realizzazione del dossier "chiavi
in mano..
Come possono
intervenire le Collettività ?
Firmare una convenzione
Per risolvere le difficoltà incontrate
dai molti proprietari, la cooperativa
Provence Forêt svolge il ruolo di
mandatario unico per la vendita del legname
ed ottiene anche l'accordo dei proprietari
per riversare il prodotto della vendita
per la realizzazione di eventuali lavori
di decespugliamento sulle loro parcelle.
Bisogna dunque prevedere la firma di
una convenzione tripartita tra la Collettività,
il committente, i proprietari e la cooperativa
Provence Forêt.
Con questa convenzione, i proprietari
affidano:
- La marcatura e l'immissione sul
mercato di un taglio di diradamento
alla cooperativa Provence Forêt.
- La gestione del prodotto della vendita
del legno alla stessa cooperativa.
- La frantumazione dei residui, al
termine del taglio, alla collettività
per il tramite del suo committente.
Tutti i partecipanti devono trovare
il loro tornaconto:
- Il proprietario perché ha l'occasione di far trattare il proprio terreno senza esborso, in quanto cede il valore del legno per contribuire alle spese di frantumazione dei residui.
- Il committente perché effettua
un'operazione d'interesse generale.
Svolgimento dell'operazione.
Una volta ottenuto il finanziamento, lo
scenario si svolge nel modo seguente:
Presa di
contatto con i proprietari interessati
È assicurata
dal Centro Regionale della Proprietà
Forestale Provenza Alpi Costa Azzurra
nel quadro della missione d'animazione
affidatale.
Taglio
di diradamento nei pini
Il taglio è venduto ad un silvicoltore
tramite la cooperativa Provence Forêt
(gara d'appalto o amichevolmente). La
cooperativa garantisce la marcatura (operazione
il cui costo è esaminato nel progetto
guidato dal committente e sovvenzionato),
l'introduzione sul mercato ed il controllo
dello sfruttamento. Questo taglio preleva
da 20 a 40 m3/ha con un reddito che va
da 122 a 304 €/ha (da 4,6 a 7,6 €/m3
nel 2003). Tale reddito rappresenta il
contributo del proprietario che verrà
in deduzione all'autofinanziamento della
collettività.
La marcatura è effettuata palmo
a palmo dai tecnici che acquisiscono
così una buona conoscenza delle
parcelle da trattare, conservano i più
bei pini distribuiti nella parcella
e liberano, quando esistono, le querce
future. I proprietari presenti durante
le operazioni di marcatura, sono solidali
con l'operazione e si sentono responsabilizzati.
La marcatura è senza dubbio un
elemento che permette di ottenere l'accordo
dei proprietari.
Frantumazione
dei residui e decespugliamento dopo il
diradamento
La frantumazione meccanica dei residui
sarà garantita da un'impresa, una
volta terminato il diradamento. Questi
lavori saranno diretti da un capomastro
designato dalla collettività. L'intervento
si limita ad una frantumazione meccanica
dei residui di sfruttamento e della vegetazione
arbustiva. Si eviterà di frantumare
alcune zone di difficile accesso e non
prioritarie sul piano della prevenzione
per ragioni ecologiche o cinegetiche,
pur sapendo che l'economia realizzata
potrà essere considerevole.
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